L'EDITORIALE

L’editoriale “IL PUNTO” dopo la sconfitta del Napoli in casa del Villarreal

Trasferta amara per il Napoli in terra spagnola, uscito sconfitto per 3 reti a 1 contro il Villerreal, dopo essere passato in vantaggio con Rrahmani.
Un secondo tempo inguardabile, regalano i tre punti agli spagnoli nella seconda gara di League Phase di Champions.
Il Direttore De Liguoro, analizza implacabilmente la sconfitta degli uomini di Massimiliano Allegri.

“Buongiorno amici di web TV 1, dalla meraviglia Sicilia, bella e buona, culinariamente parlando, da Paolo De Liguoro con il suo punto, l’editoriale di webTV 1.
Ebbene, ieri sera il Napoli è affondato a Villarreal e ha confermato le sue fragilità europee.
Una squadra che questa estate andava ringiovanita, rifondata e affidata ad un allenatore giovane e ambizioso, e che negli scorsi anni è riuscita a guardare negli occhi le grandi del continente senza mai, abbassare lo sguardo, ieri sera nel secondo tempo ha mostrato tutta la sua inadeguatezza nella massima competizione europea, la Champions League.
Senza idee, senza energie, senza una vera e propria organizzazione di gioco, il Napoli ha purtroppo confermato alla tifoseria azzurra, che si sono riaperte tutte quelle ferite che contro il Frosinone sembravano essersi chiuse.
Dopo il primo tempo, dove la squadra era riuscita a passare in vantaggio con Rrahmani, aveva colpito un legno con Hojlund e andato vicino alla rete con un colpo di testa di Scott Mc Tominay e aveva mostrato una parvenza di tenuta tattica, dopo lo scellerato retropassaggio di Politano, inguardabile e imperdonabile, che ha spalancato le porte al georgiano Micautaze per il pareggio e il successivo errore, seppur veniale, di Rafa Marin che ha consentito il sorpasso, la ripresa per il Napoli si è trasformata in un vero e proprio incubo ad occhi aperti.
Un secondo tempo mortificante, in cui il Napoli ha rivelato una fragilità mentale e caratteriale inaccettabile.
Il Napoli resta a zero punti e il rischio di fare una prestazione in Champions, peggiore del 30° posto dello scorso anno, soprattutto vedendo i risultati delle altre dirette concorrenti.
Parliamoci chiaro, il Napoli visto ieri sera dopo il secondo tempo, non è da Champions.
Dopotutto, il problema non è solo aver perso, ma come si è perso.
In Europa il ritmo cambia, la palla viaggia al doppio della velocità e l’intensità fisica non permette cali di concentrazione.
Il Villarreal ha semplicemente alzato il baricentro e pigiato sull’acceleratore, e il Napoli cosa ha fatto?
Si è disorganizzato.
È sembrato impaurito, incapace di imbastire tre passaggi consecutivi per alleggerire la pressione.
Un atteggiamento che non so definire se, puzza più di presunzione o di immaturità.
Certo che, con quella di ieri, per Allegri è l’ennesima sconfitta consecutiva in Champions.
Continuare a pensare di poter gestire le partite europee con i ritmi soporiferi con cui spesso si sonnecchia in Serie A è un suicidio tattico.
Nel secondo tempo si è vista una squadra smarrita, priva di leadership e svuotata di idee: centrocampo in affanno costante, con De Bruyne scomparso dopo un buon primo tempo;
MC Tominaya ncora al 50%, una difesa letteralmente allo sbando ed un attacco isolato dal resto del mondo, ridotto a fare lo spettatore non pagante.
Lang che occupa la corsia di sinistra che fu di quel mostro di Kvaratskelia, che non ti fa mai una giocata vincente, Politano a destra che deve necessariamente riposare in panchina,
Milinkovic-Savic che non ti fa mai una parata che salva il risultato, e poi ci lamentiamo di Meret, e per finire il subentrato Lucca di cui mi rifiuto letteralmente di parlare.
Ma dai…
Il verdetto della Champions non mente.
La Champions League non è una passerella per vanitosi, è un giungla in cui vince chi ha fame, gamba e personalità.
Il Napoli di ieri sera ha mostrato di non avere nessuna di queste tre cose.
Guardare in faccia la realtà farà male, ma è fondamentale: questa squadra, allo stato attuale, manca drammaticamente della tempra necessaria per stare a certi livelli.
Non bastano le giocate dei singoli o la narrazione dei “progetti a lungo termine” per giustificare un secondo tempo così arrendevole.
Serve un bagno d’umiltà collettivo, a partire dalla guida tecnica fino agli interpreti in campo.
Se l’obiettivo era fare la voce grossa in Europa, il Villarreal ha appena rispedito il Napoli a scuola. E la lezione, purtroppo per i tifosi azzurri, è stata dolorosissima.
Ed ora concentriamoci sul Campionato, sabato ci tocca il Venezia, che è a zero punti dopo sei partite.
Mi raccomando facciamola risorgere.”

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