L'EDITORIALE

Il Punto dopo la sconfitta del Napoli a Venezia

Il consueto editoriale settimanale “Il Punto, del Direttore di webTV 1, Paolo De Liguoro, oggi esamina la scottante sconfitta degli azzurri in terra lagunare, contro il Venezia. Una sconfitta figlia di una gara svogliata e senza la giusta cattiveria agonistica.

“Chiariamo subito: la sconfitta del Napoli contro il Venezia è una condanna senza appello.
Non è soltanto il tabellino a punire il Napoli; è l’atteggiamento complessivo di una squadra che ha regalato un tempo intero all’avversario, il primo per la precisione, per il famoso turnover deciso da Massimiliano Allegri.
Il Napoli si è risvegliato dal proprio torpore soltanto dopo che era andato in svantaggio, ma nel frattempo la casa azzurra era già completamente in fiamme.
È innegabile, sullo sfondo di una prestazione disarmante, continuano a riecheggiare con cupa lucidità le parole lette e rilette la scorsa stagione: «Non voglio accompagnare il morto».
Antonio Conte lo aveva gridato per scuotere l’ambiente dopo la sconfitta di Bologna per 2 a 0. All’epoca eravamo al 9 novembre ed era la quinta sconfitta; oggi, che siamo al 18 ottobre, le sconfitte, tra tutte le competizioni sono ugualmente 5, ed oggi il ricordo di quella frase di Antonio Conte suona come la fotografia esatta di un gruppo incapace di mantenere la spina attaccata.
Dopo Frosinone, si è rivisto il black out di Villarreal ed ora di Venezia.
ll primo tempo di ieri è stato a dir poco soporifero.
Gli azzurri hanno giocato senza anima; per quarantacinque minuti abbondanti si è assistito a uno spettacolo deprimente. Un possesso palla sterile, lento, privo di accelerazioni o idee verticali.
Un primo tempo in cui il Napoli ha fatto la figura del gigante svogliato, passeggiando su un campo dove servivano invece coltello tra i denti e umiltà.
Nessuna cattiveria, nessun affondo reale: un ritmo da amichevole estiva che ha spalancato le porte all’audacia del Venezia.
Ed in questo contesto di generale pigrizia, la ciliegina sulla torta ce l’ha messa Lorenzo Lucca.
L’ex Udinese, chiamato a guidare l’attacco e a dare profondità con Giovane, ha firmato l’ennesima prestazione opaca della sua avventura azzurra.
Un fantasma vagante tra i difensori arancioneroverdi, culminato nell’ennesimo errore imperdonabile: quel “rigore in movimento” non calciato, letteralmente lisciato, che sullo 0 a 0, avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match.
E come se non bastasse, nella ripresa, da una sua gestione palla superficiale e persa malamente a centrocampo, è scaturita la ripartenza che ha portato Adams a superare Rrahmani e mettere il pallone in fondo al sacco.
E solo quando la disperazione ha costretto il Napoli a cambiare marcia nel secondo tempo, l’illusione della rimonta si è infranta contro la giornata di grazia di Filip Stankovic.
Il portiere del Venezia si è trasformato in un baluardo insuperabile, una versione “para-tutto” capace di neutralizzare ogni tentativo azzurro.
E per finire, l’emblema della giornata stregata si è consumato al 68’: sul dischetto si è presentato Kevin De Bruyne.
Un rigore calciato con troppa leggerezza, non abbastanza angolato, che Stankovic ha ipnotizzato ed è riuscito perfino a bloccare.
Da non crederci.
E diciamoci la verità, vedere un campione del suo calibro fallire dagli undici metri dopo quasi sei anni di infallibilità è la testimonianza plastica di un blackout non solo tecnico, ma emotivo.
Amici, diciamolo in modo forte e chiaro, non bastano i miracoli di Stankovic nel finale a cancellare un dato di fatto: questo Napoli non ha la fame necessaria per stare in alto se approccia le gare in questo modo.
Se la squadra è il suo tecnico pensano di poter regalare primi tempi agli avversari e affidarsi unicamente alle giocate dei singoli, la strada sarà cortissima.
Serve un bagno d’umiltà collettivo e servono risposte concrete, perché il rischio di “accompagnare il morto” è diventato spaventosamente reale.
Ora ci aspettano due incontri complicatissimi, martedì sera contro il Bodo in Champions e sabato pomeriggio alle 18:00, la Roma che è apparsa in totale ripresa.
Non so voi, ma io sono preoccupato, molto preoccupato e spero con il cuore che possa ricredermi con il prossimo editoriale di domenica prossima.”

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