IL PUNTO: l’editoriale di Paolo De Liguoro dopo Genoa-Napoli
IL PUNTO: l’editoriale del Direttore di webTV 1, Paolo De Liguoro, dopo Genoa-Napoli.
“Il Napoli ha espugnato il Marassi con un 3-2 che vale molto più dei tre punti in classifica.
Quella di ieri è stata una vittoria che parla di carattere, di capacità di soffrire, di quella maturità tipica delle grandi squadre, soprattutto quando le cose si mettono male.
Perché al Ferraris le cose si erano messe male, eccome; dopo appena 30” dal calcio d’inizio la partita si è messa subito in salita per uno svarione di Buongiorno che ha regalato palla a Vitinha che, a tu per tu con Meret, caduto a terra, ha fatto sì che il Var richiamasse Massa e assegnasse un calcio di rigore contro gli azzurri.
Ma gli azzurri non si sono demotivati e nonostante la rete di svantaggio sono partiti con l’atteggiamento giusto, imponendo ritmo e trovando la rete del pareggio con Hojlund che ha raccolto un tap-in su conclusione di McTominay, facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto.
Ed è stato lo stesso scozzese, che dopo appena un minuto, dal limite ha calciato un destro imparabile che si è depositato nella rete, alle spalle del portiere genoano Bijlow.
Per la cronaca, da sottolineare lo splendido intervento di Meret, alla fine del primo tempo, quando il Napoli era ancora in vantaggio, che ha sfoderato una bellissima parata su un potente mancino di Malinovskyi.
Vi dico subito, che la tanto attesa prestazione di Vergara, non ‘è stata; non mi è apparso particolarmente brillante lo scugnizzo di Frattaminore. Troppi palloni e contrasti persi, ma gli va riconosciuto il merito che senza quel fallo subìto nei minuti di recupero dell’incontro e che ha consentito il rigore agli azzurri, staremmo parlando di tutta un’altra partita.
Comunque, ritornando alla cronaca della gara, sul podio vanno posizionati due giocatori che hanno dominato in tutto e per tutto, e mi riferisco a Lobotka, inesauribile ed omnipresente e McTominay, un autentico trascinatore, autore del gol del vantaggio nonostante si fosse automedicato pochi minuti prima con il ghiaccio spray, che però nella ripresa è stato costretto ad accomodarsi in panchina per un dolore al gluteo e lasciare il posto al brasiliano Giovane, poco incisivo e costretto ad uscire quando il Napoli si è ritrovato in dieci.
Comunque, ritornando alla gara, dopo la prima frazione di gioco, la partita sembrava essere incanalata sui binari giusti, ma la seconda follia di giornata di Buongiorno nella ripresa, che si è fatto portare via la palla da Colombo, nella più semplice delle giocate, ha comportato la rete dell’insperato pareggio dei grifoni.
E ciliegina sulla torta, l’espulsione di Juan Jesus per doppio cartellino giallo, ha rappresentato l’episodio chiave della partita, facendo capire a tutti che quella partita cominciata male, era destinata a finire peggio.
Ma invece non è stato così: l’anima della squadra, di questi indomabili ragazzi, che nonostante la jattura dell’annata, con un’infermeria che non vuole assolutamente svuotarsi, ha dimostrato a tutti gli sportivi d’Italia, ma soprattutto ai tifosi occasionali degli azzurri, sempre critici ed a volte particolarmente insopportabili, che vincere in dieci uomini, contro un avversario organizzato e mai domo, è il segnale più chiaro possibile di attaccamento alla maglia ed il desiderio di onorare fino alla fine il tricolore che si porta sul petto. E questo segnale va riconosciuto al condottiero di questa compagine: Antonio Conte.
Questo Napoli ha dimostrato ancora una volta che sa soffrire, sa reagire alle difficoltà e, quando serve, sa anche andare oltre i propri limiti. Con i polmoni ormai svuotati, il Napoli difatti ha trovato la forza di una ripartenza orchestrata magistralmente ed il rigore assegnato al 95’ dall’arbitro Massa per l’atterramento in area di Vergara, è stato il netto segnale.
Il Danese, dal dischetto del rigore, nonostante le tante sportellate prese nel corso della gara contro l’ex Ostigard e Vasquez, ha timbrato la vittoria partenopea con un tiro dal dischetto calciato malissimo e parzialmente intercettato dal portiere genoano, ma per la nostra gioia, comunque si è insaccato, regalando così la vittoria agli azzurri.
Questa terza rete ha rappresentato per il sottoscritto, ma credo sicuramente per i tanti ascoltatori del mio editoriale, una vera e propria liberazione, un’esplosione di orgoglio che ha premiato il sacrificio collettivo.
La vittoria contro il Genoa è stata una di quelle partite che raccontano molto più del risultato finale: carattere, resilienza e una squadra capace di restare in piedi anche quando tutto sembra complicarsi.
Amici da casa, è bene che sia chiaro a tutti voi, questo è in un campionato ancora lungo e imprevedibile e partite come questa possono ancora fare la differenza.
Bisogna ancora crederci, non voglio sperare la vetta, ma le prime quattro posizioni le vedo assolutamente alla nostra portata.
Dobbiamo solo augurarci che sarebbe solo l’ora che l’infermeria si svuotasse del tutto e a quel punto, ne sono certo, vedremo un altro Campionato del Napoli.”



