CALCIO NAPOLISPORT

Dove può arrivare il Napoli di Allegri?

Si parte! Da sabato sera si comincia a giocare per i tre punti e la domanda che ci poniamo e che si pongono tutti i tifosi partenopei è la seguente: dove può arrivare la squadra di Allegri?

La Serie A riparte e il Napoli si presenta ai blocchi di partenza con una responsabilità diversa da quella delle altre grandi. Non soltanto perché è una delle squadre chiamate a contendere il titolo all’Inter campione d’Italia, ma perché al Maradona è appena iniziata una nuova storia.

La firma è quella di Massimiliano Allegri,  la sfida, invece, è molto più grande di un semplice cambio di allenatore.

Dopo il ciclo di Antonio Conte, il Napoli deve capire che cosa vuole diventare, e Allegri, in questo senso, non è una scelta neutrale: è l’uomo chiamato a dare una forma precisa alla squadra, a trasformare il talento in equilibrio e le ambizioni in continuità.

Il campionato comincia sabato 22 agosto a Marassi contro il Genoa. Non poteva esserci un esordio più significativo: una trasferta immediatamente utile per capire quanto del vecchio Napoli sia rimasto e quanto, invece, Allegri abbia già iniziato a costruire il suo.

Una cosa è certa, con Allegri, le prospettive cambiano.

Chiariamo subito che il primo errore sarebbe aspettarsi dal nuovo Napoli una copia della squadra che ha conquistato lo Scudetto.

Allegri non è Conte e non ha motivo di esserlo.

Il tecnico livornese arriva con un’idea di calcio nella quale la gestione della partita conta almeno quanto l’intensità. Il Napoli dovrà imparare a capire quando accelerare, quando abbassarsi, quando attaccare gli spazi e quando, invece, avere la pazienza di aspettare.

È una trasformazione soprattutto mentale.

La squadra non dovrà necessariamente dominare ogni minuto per dimostrare di essere superiore, dovrà invece imparare a vincere anche le partite sporche, quelle nelle quali il gioco non scorre e nelle quali una scelta, un episodio o una lettura tattica possono decidere tutto.

È proprio qui che può e deve emergere il marchio di Allegri.

Il vero laboratorio è il centrocampo.

Se c’è una zona del campo nella quale il nuovo Napoli può diventare qualcosa di diverso, è il centro.

Kevin De Bruyne rappresenta il talento e l’esperienza internazionale; Scott McTominay garantisce fisicità, inserimenti e capacità di attaccare l’area; Stanislav Lobotka rimane il giocatore attraverso il quale dare ordine alla costruzione.

Non è soltanto una questione di nomi. È una questione di equilibrio.

Allegri dovrà trovare il modo di far convivere giocatori con caratteristiche differenti senza perdere né qualità né protezione davanti alla difesa, e questa potrebbe essere una delle chiavi di lettura dell’intera stagione.

Il Napoli possiede una quantità di talento sufficiente per produrre calcio di alto livello e il compito dell’allenatore sarà impedire che quel talento si trasformi in disordine.

Poi c’è un’altra grande domanda che riguarda l’attacco: con la partenza di Romelu Lukaku, il Napoli ha scelto Rasmus Højlund come uno dei principali riferimenti offensivi del nuovo progetto. La rosa comprende anche Lorenzo Lucca, che speriamo non resti l’incognita della scorsa stagione, mentre sulle corsie offensive Allegri può contare su diverse soluzioni.

E’ chiaro, però che Højlund, non dovrà essere soltanto l’uomo dei gol.

La sua presenza potrà modificare il modo stesso di attaccare del Napoli: profondità, fisicità, transizioni più rapide, maggiore possibilità di verticalizzare.

E qui torna in gioco Allegri.

Il tecnico dovrà decidere quanto avvicinare il centravanti alla manovra e quanto, invece, chiedergli di attaccare lo spazio. Sarà uno dei primi elementi da osservare già contro il Genoa.

Il Napoli non può nascondersi.

Il calendario non concede troppo tempo per prendere le misure.

Dopo il Genoa, gli azzurri affronteranno il Como al Maradona e poi saranno subito chiamati a San Siro contro l’Inter. La terza giornata proporrà dunque già uno scontro diretto tra due delle squadre che partono con ambizioni di vertice.

Sicuramente è troppo presto per parlare di partita decisiva, ma è abbastanza presto per parlare di partita indicativa.

Inter-Napoli permetterà infatti di vedere se la squadra di Allegri sarà già capace di affrontare una grande avversaria, senza perdere la propria identità, e  soprattutto se il nuovo Napoli sarà una squadra costruita per vincere o semplicemente una squadra forte che spera di poter vincere.

Una cosa è certa: la Serie A riparte senza un padrone annunciato

L’Inter arriva da campione d’Italia e, nonostante la trasformazione della rosa e il cambio in panchina, viene indicata tra le principali favorite. Il Milan riparte da Ruben Amorim, la Juventus continua il proprio percorso con Luciano Spalletti, mentre la Roma di Gian Piero Gasperini rappresenta una delle possibili outsider di vertice.

Il Napoli, quindi, non parte in un vuoto competitivo, parte in un campionato nel quale diverse grandi stanno cercando una nuova identità.

Ed è forse proprio questo l’aspetto più interessante della stagione che sta per cominciare: non sarà sufficiente avere una rosa forte., servirà costruire una squadra riconoscibile.

La vera scommessa di Allegri, e il Napoli ha già dimostrato di poter vincere, ora deve dimostrare di saperlo fare in maniera diversa.

Allegri non arriva per mettere una firma sotto una squadra già completa. Arriva per darle una nuova grammatica. Dovrà capire quali giocatori rappresentano il presente, quali possono diventare il futuro e soprattutto quale sia il sistema capace di far convivere le tante qualità presenti nella rosa.

Il 4-3-3 è una delle ipotesi più accreditate alla vigilia, con De Bruyne, Lobotka e McTominay nel cuore del gioco e Højlund riferimento offensivo, ma sarà il campo, più delle previsioni estive, a stabilire la struttura definitiva.

Pertanto, con Il campionato che comincia sabato sera per il Napoli, agli azzurri non verrà chiesto soltanto di arrivare davanti agli altri, ma qualcosa di ben più difficile: dare il via ad un nuovo ciclo, che si spera possa diventare vincente. Dopotutto, Allegri è stato scelto per questo.

Ed ora, tutti al Marassi, dove quest’anno webTV 1 riprenderà nella nuova rubrica “Taccuino Azzurro” le dirette testuali delle partite del Napoli.

Vi aspettiamo …

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