Pareggio amaro contro gli scaligeri

l pareggio interno contro il Verona lascia strascichi pesanti in casa Napoli.
Non è tanto il risultato in sé a far discutere: un 2-2 casalingo che rappresenta comunque un’occasione mancata nella corsa scudetto, considerate la vittoria esterna dell’Inter in casa del Parma, che allunga sulla squadra di Conte e che domenica sera potrebbe aprire un solco in caso di vittoria contro gli azzurri, quanto le modalità con cui è maturato e, soprattutto, le decisioni arbitrali che hanno condizionato il match del Maradona.
Il Napoli, andato in svantaggio al 16′ dopo un colpo di tacco di Frese, nella prima occasione che aveva visto gli scaligeri affondare in terra azzurra, ha subito una seconda rete al 27′ per un rigore assegnato dal mediocre arbitro Marchetti, per un fallo di mano di Buongiorno decisionato dal VAR dopo un on-field review. Nella circostanza, a nostro avviso, era stato Valentini a fare fallo sul difensore azzurro, prima che la palla impattasse con il braccio. Fatto sta, un primo tempo regalato al Verona !
La musica, però, nella ripresa è cambiata. Il Napoli ha subito accorciato al 54′ con una rete di McTominay, che di testa stacca a centro area, approfittando di un’uscita cervellotica del portiere scaligero Montipò. Avrebbe subito raddoppiato al 72′ con Hojlund, ma la rete dell’attaccante danese è stata annullata da VAR per un presunto tocco di mano dello stesso attaccante azzurro. Una decisione che sa di inverosimile! Altra rete annullata al Napoli per fuorigioco al 76′, ma finalmente il pareggio è avvenuto all’82’ con una rete di Di Lorenzo che ha raccolto un cross del subentrato Marianucci.
Insomma un pari alla fin fine meritato, ma l’amarezza in casa azzurra è forte e palpabile.
La nostra sensazione, emersa con forza nel post-partita, è che la tecnologia stia generando più dubbi che certezze, con interpretazioni che variano di partita in partita e che lasciano spazio a letture contrastanti.
Oramai appare evidente che certi episodi cambiano l’andamento della gara e diventa sempre più indispensabile che venga applicata una uniformità delle decisioni.
E’ vero, quando perdi due punti in casa con una squadra fanalino di coda, devi farti delle domande; sicuramente il Napoli non ha disputato una buona gara, però quando gli errori arbitrali, che fanno parte del calcio, colpiscono in modo così evidente una squadra nel corso di una stagione, inevitabilmente nel tifoso e diciamoci la verità, anche tra gli addetti ai lavori, vengono alimentate quei sospetti e quelle teorie complottiste che noi giammai vorremmo che si realizzassero.
Bravo è stato anche Conte nella conferenza stampa del post-gara che ha sminuito sugli episodi arbitrali, evitando di fare polemiche, però una cosa è certa: il VAR è nato per correggere gli evidenti errori arbitrali, non per divenire fonte di nuove controversie. I tempi lunghi, le linee millimetriche tracciate sui fuorigioco, le parti del corpo punibili al tocco di palla, ecc. ecc. diventano tutti elementi “soggettivi” di interpretazione, mentre dovrebbero essere esclusivamente interpretazioni oggettive.
A mio avviso, l’uso della tecnologia va perfezionato, con maggiore trasparenza e uniformità delle decisioni.
Comunque, una cosa è certa, il Napoli deve guardare avanti e concentrarsi su ciò che può controllare: il campo. A Milano, domenica sera, ci sarà l’occasione del riscatto, perché dopotutto a prescindere dalle decisioni arbitrali, saranno i punti conquistati sul rettangolo verde a fare la differenza, e il Campionato è ancora lungo.
Bisogna crederci !



