L’editoriale “Il Punto” dopo Inter-Napoli
L’editoriale del Direttore di webTV 1, Paolo De Liguoro, dopo il pareggio del Meazza del Napoli contro l’inter.
“C’era un tempo in cui San Siro, oggi Stadio Meazza, intimidiva, un tempo in cui le trasferte milanesi per il Napoli erano sinonimo di sofferenza e trincea. Ma il 2-2 maturato ieri sera tra Inter e Napoli racconta una storia diversa.
Racconta la storia di una squadra che con una infermiera piena di infortuni, con rosa al minimo, reduce dalle polemiche del pareggio settimanale contro il Verona, era sulla carta la vittima sacrificale, che con la sconfitta avrebbe molto probabilmente detto addio ai sogni di gloria, scavando un solco, a meno sette dal vertice, così come avrebbero voluto tutti i mass media, per raccontare di uno scudetto da contendere tra le formazioni del Nord, come di consueto, come da tradizione, come sarebbe giusto, dalla loro ottica, che avvenisse.
E invece No!!!
Il Napoli ha dimostrato a Tutti che difenderà fino alla fine il tricolore che porta sul petto e non sarà semplice per nessuno strapparglielo dalla maglia.
Ha un condottiero unico, un uomo vero, che fa di necessità virtù, che organizza alchimie tattiche e che non demorde davanti ai mille infortuni, che allena una squadra che ha dimostrato che anche effettuando una sola sostituzione, Lang per Beukema, non considerando Politano sostituito da Mazzocchi al 94′, palleggia e gestisce, crea e tiene bene il campo, pressa alto e mostra agli ottantamila del Meazza, che il Napoli, quando vuole, è una squadra con intelligenza tattica e fisicità e che ieri, senza se e senza ma, è apparsa superiore ai nerazzurri ed avrebbe meritato la vittoria.
Ai punti, la partita l’avrebbe vinta il Napoli e in ben due occasioni, Hojlund di contropiede e il capitano Di Lorenzo, di testa, hanno graziato i nerazzurri, in due occasioni nitide da rete.
Ieri, tutta la squadra ha girato alla perfezione, mandando nel dimenticatoio lo scialbo pareggio con il Verona, ma in particolare ho visto un Juan Jesus insuperabile, un Hojlund stratosferico, che ha fatto a sportellate per tutta la gara ricordando il migliore Lukaku, e un McTomonay monumentale, un gigante scozzese venuto dal nord che sembra aver capito Napoli e il calcio di Conte, più velocemente di chiunque altro, è che è stato lo splendido autore di una doppietta incredibile.
Due gol figli di un’intelligenza tattica superiore e di una fisicità che ha messo a nudo le rare crepe della corazzata nerazzurra.
Il primo gol è stato un saggio di inserimento: un tempismo perfetto che ha bruciato la difesa nerazzurra sul tempo, frutto di una lettura intelligente degli spazi, mentre il raddoppio, una perla di precisione che ha gelato uno stadio che cominciava a credere che i giochi fossero fatti e che ha assaporato l’amaro di una squadra, che quando è arrabbiata, affamata, non ne ha per nessuno.
Purtroppo e questa è la nota dolente, questa fame spesso viene a mancare in altri momenti della stagione.
Sui gol subiti dal Napoli, invece a mio avviso, sulla prima rete di Dimarco, Milinkovic-Savic non mi è apparso indenne da colpe, conferma il suo limite tra i pali, mentre sul calcio di rigore, imparabile, c’è da discutere fino a domani.
Da regolamento sarebbe sacrosanto, ma a mio avviso è stata un’assegnazione ridicola quella di Doveri.
Il pallone è già stato calciato da Mikytaryan e non cambia direzione per il pestone causato da Rrahmani: è il tipico rigore che viene assegnato solo a determinate squadre e per cortesia, non ditemi il contrario.
Questi rigori, soprattutto con quella dinamica, non andrebbero mai concessi, né a favore né a sfavore del Npoli. Punto !
Comunque a conclusione del mio editoriale, una cosa è certa: ieri il passaggio di consegne come se lo aspettavano in tanti, non è avvenuto, il Campionato è ancora lungo e tutto può ancora succedere.
Ieri al 10′, dopo la rete di Dimarco, favorito da un’ incredibile svarione difensivo di Scott McTomonay, unico neo di una prestazione da 10 e lode, il destino sembrava già scritto, ma purtroppo per l’Inter e per quanti non amano la maglia azzurra, così non è stato.
Il tricolore sulla maglia che all’inizio della gara sembrava sbiadito, ha ripreso colore, con maggiore intensità. Il pareggio di ieri ha lo stesso sapore della vittoria, così come accadde l’anno scorso quanto agguantammo il pareggio con Billings, dopo essere andati in svantaggio.
Lì capimmo che lo scudetto era possibile e così è stato..
Il messaggio che Napoli e il Napoli manda a tutto il mondo calcistico è uno solo, sarà difficile strappare il tricolore dalle maglie azzurre degli uomini di Conte.
Ed ora caccia ai tre punti contro il Parma, che incontreremo alle 18:30 ancora di mercoledì, allo Stadio Maradona. Ma statene certi, non vedremo un altro Napoli-Verona”.



