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L’editoriale “IL PUNTO” dopo Copenaghen-Napoli

L’editoriale del Direttore di webTV 1, Paolo De Liguoro, dopo il pareggio di Champions League, Copenaghen-Napoli.
“Poteva e doveva essere la notte della festa, della qualificazione quasi blindata e della dimostrazione di forza, e per come si erano messe le cose era fattibile, anzi fattibilissimo, considerato che alla fine del primo tempo il Napoli era in vantaggio di una rete a zero, gol segnato con un gol di testa preciso dal solito McTomonay e con un uomo in più, per l’espulsione di Delaney, per un fallo inutile a centrocampo, ai danni di Spinazzola, sanzionato dall’arbitro bosniaco Peljto, dopo essere stato chiamato al monitor dal VAR.
Invece il fine gara si è trasformato in un esercizio di frustrazione collettiva, sottolineato anche da Antonio Conte nella conferenza stampa del post-gara e che gli interessati possono ascoltare nella sua interezza in questa pagina.
Il pareggio del Napoli contro il Copenaghen non sono solo due punti persi nel cammino europeo, è la conferma che il campanello d’allarme che sta suonando forte, nitido e preoccupante, da qualche settimana, non è cessato neppure tra le mura dello splendido impianto di Copenaghen, uno stadio di calcio moderno, coperto, che ha visto i circa tremila tifosi azzurri ammutoliti ed increduli al triplice fischio finale.
Un pareggio che sa di sconfitta, che suona di bocciatura per i ragazzi di Conte, che hanno visto l’esordio in Champions di Vergara, che nel primo tempo con una conclusione dal limite, ha fatto la barba al palo e il solito Lucca, che entrato per gli ultimi assalti, nei minuti finali, ha sprecato da buona posizione la possibile rete della vittoria.
Opaca la prova di Hojlund che per una spinta ai danni dell’ ex cagliaritano Elyounoussi avrebbe potuto mettere il Napoli in parità numerica. Ed è stato lo stesso Elyounoussi a procurarsi il calcio di rigore su Buongiorno.
Insomma, si sa, il calcio non è una scienza esatta, ma ci sono leggi non scritte che stasera il Napoli ha ignorato con colpevole leggerezza.
Quando i danesi sono rimasti in dieci uomini, la partita sembrava aver preso una direzione unica. Ci si aspettava l’assedio, la circolazione di palla asfissiante, il guizzo dei campioni.
Invece, nella seconda frazione di gioco quando ci si aspettava il colpo del ko, abbiamo assistito a una manovra lenta, prevedibile, quasi pigra e il Copenaghen, ordinato e arcigno, ha fatto la sua onesta partita di contenimento, ed è giunto al pareggio con un calcio di rigore di Larsson, provocato da un’ inutile fallo di Buongiorno proprio su Elyounoussi.
Male Buongiorno, giocatore irriconoscibile, svagato, sempre posizionato male, e per completare il momento negativo, il tiro dal dischetto calciato da Larsson, inizialmente era stato anche intercettato da Milinkovic-Savic, ma sulla ribattuta il calciatore danese è stato più lesto di tutti ed ha mandato il pallone in fondo al sacco.
Insomma, ancora una volta, diciamolo in modo chiaro e forte, la colpa della mancata vittoria è da ricercarsi tutta in casa azzurra.
Giocare oltre un’ora in superiorità numerica senza mai trovare il varco giusto, o peggio, senza mai dare l’impressione di poterlo creare davvero, è un peccato originale che in Champions League si paga caro.
Certo, mi sottolineerete che la rosa del Napoli è rimaneggiata, e in panchina quest’oggi il mister azzurro aveva portato due giocatori della primavera, ma il calcio è fatto di idee, di manovre propositive e il Copenaghen, dopo essersi arroccato nella propria area, è ripartito con convinzione ed è giunto tutto sommato al pareggio, nell’unica vera occasione creata.
Purtroppo, dopo il pareggio il Napoli ha smesso di essere imprevedibile; cross velleitari, per lo più fuori misura, nessun tiro dalla distanza, che oramai sembra una costanza, c’è un veto a calciare dal limite, non si sa da chi e perché e per completare, una gestione dei ritmi che ha favorito solo chi doveva difendere il pareggio.
In poche parole, non si è vista la scintilla di un leader; la capacità di saltare l’uomo e creare una superiorità anche lì dove gli spazi erano intasati.
Il Napoli è sembrato un gigante dai piedi d’argilla, incapace di abbattere un muro che, con un uomo in meno, presentava più di una crepa.
Una lezione da imparare in fretta, sottolineata anche da Conte e fra pochi giorni, domenica alle 18:00, la giostra riparte. Ci tocca Spalletti con la sua Juventus, una ennesima partita ogni tre giorni, un tour de force senza fine che sta stancando tutto l’ambiente partenopeo, compreso l’allenatore azzurro, che lo ha più volte ribadito in press conference sia prima che dopo l’incontro di Champions.
A questo punto, uscire dal campo con un punto contro un avversario sulla carta inferiore, e per giunta decimato, dovrà servire da lezione.
La Champions League non ammette cali di tensione o eccessi di presunzione. Se si vuole sedere al tavolo delle grandi d’Europa, non si può fallire l’appuntamento con la vittoria quando le circostanze la rendono quasi obbligatoria.
Ora il cammino si complica e sarà indispensabile a questo punto battere il Chelsea in casa, la settimana prossima e questa sarà un’impresa ardua.
Sarà fondamentale ritrovare immediatamente quella fame e quella lucidità che stasera sono rimaste negli spogliatoi durante l’intervallo.
Una cosa è certa, l’Europa non aspetta nessuno e notti come questa, a fine girone, pesano come macigni.”

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