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L’editoriale “Il Punto” di Paolo De Liguoro dopo la vittoria del Napoli contro il Bologna

Tre punti dovevano essere e tre punti sono stati.
Ed ora guardiamo avanti.

Il Napoli, non è ancora guarito. Ma finalmente respira
Perché ci sono vittorie che valgono tre punti. E poi ce ne sono alcune che valgono soprattutto il modo in cui quei tre punti arrivano.
Quella contro il Bologna appartiene alla seconda categoria.

Il Napoli aveva bisogno di vincere. Non di convincere tutti, non di cancellare in novanta minuti le sconfitte precedenti, non di trasformare una settimana complicata in una stagione già risolta. Aveva bisogno, molto più semplicemente, di tornare a sentire il rumore di una vittoria.
E l’ha fatto con un 1-0 magari poco spettacolare, ma pesantissimo.

Dopo tre sconfitte consecutive, due in campionato e quella in Champions, il rischio più grande non era soltanto quello di perdere ancora. Era cominciare a perdere certezze.
Perché nel calcio la paura non arriva sempre con un gol subito: a volte comincia molto prima, quando una squadra smette di fidarsi delle proprie giocate.

Contro il Bologna, invece, il Napoli ha ritrovato una cosa fondamentale: la voglia di stare dentro la partita.
Sicuramente non è stata una gara perfetta. E sarebbe un errore raccontarla così. Ma è stata una gara nella quale il Napoli ha saputo aspettare, soffrire nei momenti necessari e soprattutto non farsi divorare dall’ansia del risultato.
Il gol di Lobotka, arrivato nella ripresa, non è soltanto una rete. È quasi una liberazione collettiva. Perché in quel momento il Napoli ha smesso di giocare contro il Bologna e ha cominciato a giocare anche contro i propri fantasmi.
Ed è forse questo l’aspetto più importante della serata.

Allegri aveva bisogno di una risposta della squadra. E la risposta non è stata soltanto tattica. È stata soprattutto mentale. La squadra ha giocato con maggiore attenzione, con maggiore cattiveria e con quella concretezza che era mancata nelle ultime uscite.

Non significa che tutti i problemi siano spariti.
Il Napoli resta una squadra alla ricerca di un equilibrio. Ma proprio per questo i tre punti contro il Bologna assumono un valore particolare.
Perché quando una squadra è in difficoltà, prima di costruire deve smettere di perdere.
E il Napoli, questa volta, ha smesso.

Adesso arriva la parte più difficile: capire se questa vittoria rappresenta una parentesi o l’inizio di una reazione.
Perché il vero Napoli non lo vedremo oggi, dopo un successo sofferto. Lo vedremo nelle prossime partite, quando torneranno le pressioni, quando serviranno prestazioni migliori e quando non basterà più soltanto avere il carattere per portare a casa il risultato.

Ma intanto c’è un dato che conta più di qualsiasi analisi: il Napoli è tornato a vincere.
E forse, in questo momento, era esattamente ciò di cui aveva bisogno.
Non una guarigione.
Una boccata d’ossigeno.
E nel calcio, qualche volta, è proprio da una boccata d’ossigeno che comincia la rimonta.

Poi un discorso a parte lo voglio fare su due calciatori: Favasuli e Lucca, due facce quasi opposte della stessa serata.
Favasuli ha interpretato la sua occasione con personalità, mostrando dinamismo, disponibilità al sacrificio e soprattutto la voglia di dimostrare di poter essere utile alla causa.

Lucca, invece, è apparso ancora lontano da quello che il Napoli si aspetta dal suo centravanti: poco coinvolto, meno incisivo e incapace di lasciare una traccia significativa sulla partita. Purtroppo una vera delusione e di questo ne sono proprio rammaricato.
Sono due prestazioni diametralmente opposte, ma con una considerazione da fare: per Favasuli questa gara può rappresentare un punto di partenza, per Lucca deve essere invece uno stimolo a cambiare passo.
Il tempo per farlo c’è, perché il Napoli ha bisogno anche dei suoi attaccanti e noi la sera non possiamo aggiungere nelle nostre preghiere l’augurio che la salute fisica di Hoilund non venga mai scalfita.

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