IL PUNTO sul Campionato del Napoli dopo Roma-Napoli
L’editoriale del Direttore di webTV 1, Paolo DE LIGUORO, dopo l’importantissima vittoria del Napoli all’Olimpico contro la Roma.
“Il mio Punto di oggi, l’editoriale di webTV 1, vorrei cominciarlo con una considerazione amara.
C’è un Napoli che vince e convince, che torna dall’Olimpico con tre punti pesantissimi e che gli ridanno il primato in Classifica in condivisione con il Milan, con una formazione che nelle ultime tre gare, due di Campionato ed una di Champions ha totalizzato tre vittore, con sei gol realizzati ed uno solo subito, ma contestualmente c’è un calcio italiano che perde, ancora una volta, la partita più importante: quella contro il razzismo territoriale e l’odio che inquina gli stadi.
La cronaca sportiva, non può e non deve ignorare ciò che è accaduto sugli spalti prima dell’inizio della gara più attesa della giornata, Roma-Napoli, dove era in palio il primato della Serie A.
Ebbene, i cori di un intero stadio, e ribadisco non di una sola curva, io c’ero ieri all’Olimpico, contro Napoli e i napoletani hanno nuovamente trasformato una partita di calcio in un palcoscenico dell’intolleranza.
“Vesuvio lavaci con il fuoco” è diventato oramai, per quanto mi riguarda, insopportabile, nonostante che lo stesso coro lo abbiamo cantato a sguarciagola anche i tremila tifosi partenopei al termine della gara, dopo la meritatissima vittoria, a mò di scaramanzia.
Ma questi cori beceri, personalmente non posso più chiamarli “goliardici” o liquidarli come “folklore da stadio”. Sono manifestazioni di un razzismo territoriale che ha radici profonde e che continua a essere tollerato con un’indulgenza inaccettabile.
Questi cori non offendono solo una città o una squadra: offendono l’idea stessa di sport come momento di confronto civile. Dietro quegli insulti c’è un pregiudizio che va oltre il calcio, che alimenta stereotipi dannosi e crea divisioni che la nostra società non può più permettersi. È un fenomeno che riguarda soprattutto Napoli, sistematicamente bersagliata da un’ostilità che nulla ha a che fare con la rivalità sportiva e nella quale riscontro una tolleranza inaccettabile delle istituzioni sportive.
E’ vero, le sanzioni ci sono sulla carta, ma troppo spesso restano lettera morta. Servirebbe un cambio di passo culturale, che parta dall’educazione e arrivi fino alle curve, passando per una repressione seria e costante di questi comportamenti.
Fortunatamente, tornando alla cronaca dell’incontro e parlando di calcio giocato, ancora una volta Il Napoli ha vinto sul campo, dimostrando il proprio valore, grazie al suo condottiero indiscusso, Antonio Conte, che ha saputo metabolizzare le assenze dettate dagli incidenti, troppi a mio avviso e non sempre giustificabili,, rinfrancando ed esaltando le cosiddette seconde linee, ritornando al 3-4-2-1 o se preferite 3-3-3, con i due esterni Neres e Lang che si sono dimostrati due spine nel fianco, consentendo agli azzurri un possesso palla di oltre il 60% e consentendo nell’intero arco della gara, una sola conclusione verso la parta degli uomini di Gasperini, ben neutralizzata dal portiere serbo-napoletano, che come si direbbe in gergo, si è guadagnato la pagnotta con l’unica e decisiva parata al 91’, su una conclusione ravvicinata e a botta sicura di Baldanzi.
Un pressing asfissiante organizzato dagli uomini di Conte, andati in vantaggio con un contropiede micidiale di Neres, su assist di Hojlund che dopo un’ottima falcata ha servito il brasiliano, che ha mandato il pallone alle spalle dell’incolpevole Svilar.
Napoli meritatamente in vantaggio al 35’. Nella ripresa il Napoli ha ben contenuto i padroni di casa, senza mai rischiare e al 96’, dopo ben 6’ di recupero, ha consentito che si levassero al cielo dei tanti tifosi azzurri presenti nello stadio ed ovunque nel mondo.
Quando il fischio finale ha sancito il successo azzurro, all’Olimpico si è percepito che si era consumato qualcosa di più di una semplice vittoria di misura: una lezione di calcio, dove il Napoli non si è limitato a portare a casa tre punti, ma ha lanciato un messaggio chiaro e preciso a tutte le altre squadre: la squadra azzurra ha riacquistato la fiducia che era andata smarrita dopo la sconfitta di Bologna.
Questa vittoria non è legata solo al merito dell’individualità, ma ad un equilibrio tattico riacquistato, ad una disciplina di reparto e ad una mentalità difensiva che di fatto ha reso ogni tentativo della Roma.
Al di là del singolo episodio della parata di Milinkovic-Savic al 91’, il Napoli non ha mai sofferto, mostrando una solidità collettiva che potrebbe fare la differenza da qui fino alla fine del campionato, soprattutto quando, come ha affermato Conte in sala stampa, la sfortuna si deciderà di guardare da qualche altra parte e la rosa riprenderà tutte le pedine ferme ai box.
La vittoria all’Olimpico a mio avviso è un’istantanea importante: fotografia di una squadra in crescita, affamata, concreta. Il Napoli con lo spirito di squadra mostrato stasera, non si accontenta: vuole comandare. E dopo questa notte all’Olimpico, sa di poter arrivare lontano.
L’unico rammarico, ritornando alle considerazioni non legate al terreno di gioco, il calcio italiano ancora una volta ha perso l’occasione di dimostrare che certi atteggiamenti non hanno più spazio nel nostro sport.
Fino a quando continueremo a convivere con questa vergogna di questi cori beceri, ogni vittoria sportiva avrà il sapore amaro dell’incompiuto.
Paolo De Liguoro”



