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Il PUNTO sul Campionato del Napoli dopo la sconfitta di Bologna

Il PUNTO sul Campionato del Napoli dopo la sconfitta di Bologna del Direttore di webTV 1, Paolo De Liguoro.

“Un tiro di Elmas, unico tiro in porta per l’intera gara, nel primo tempo bloccato a terra dal debuttante portiere diciassettenne del Bologna, Pessina, subentrato all’infortunato Skorupski e una conclusione sopra la traversa di Hojlund.

Queste tutte le conclusioni del Napoli nel corso di una gara amorfa, spenta, con una miriade di retropassaggi, con il divieto imposto non si sa da chi, di non calciare mai verso lo specchio della porta, nonostante che a difesa del Bologna ci fosse un portiere debuttante in Serie A,  terza scelta di un grandissimo allenatore, Italiano. Eppure, questo portiere debuttante in Serie A,  vanterà negli annali del calcio l’invidiabile record di aver ricevuto nel giorno del suo debutto in Serie A, un solo tiro nello specchio della porta per l’intera gara e aver  fatto una sola parata per l’intero incontro, grazie ad un tiro a giro, lento e prevedibile di Elmas.

Cose dell’altro mondo, eppure da sempre chiunque ha giocato a calcio conosce la regola non scritta che se un portiere è nuovo, è giovane, potenzialmente timoroso, va subissato di tiri, da tutte le parti perché la sua presa potrebbe risultare incerta e una rete potrebbe risultare più prevedibile.

Ma questa regola evidentemente i calciatori del Napoli non la conoscono.

La sconfitta del Napoli al “Dall’Ara” contro il Bologna non è soltanto un passo falso in classifica: è lo specchio fedele di una squadra che ha perso identità, convinzioni e soprattutto anima e le parole di Conte nella conferenza stampa post-gara sanno di preoccupazione: “Non c’è più l’energia positiva di un anno fa: o sto sbagliando io o qualcuno non mi ascolta. Non so se riusciremo a cambiare la situazione. Cinque sconfitte sono troppe e cinque non sono un caso”, queste le parole testuali del mister azzurro.

Dopotutto, parliamoci chiaro, il punteggio conta fino a un certo punto, la classifica è ancora corta, le squadre di vertice sono tutte lì, ma ciò che preoccupa davvero è la sensazione di smarrimento collettivo, la mancanza di idee e di quella fame di vittoria che solo un anno e mezzo fa faceva tremare mezza Europa.

Cinque sconfitte, tre di Campionato e due di Champions, in quindi gare disputate effettivamente sono troppe.

Inoltre, se analizziamo la sconfitta di ieri, il Bologna di Italiano ha giocato con ordine, intensità e coraggio. Se vogliamo, nulla di trascendentale, ma nonostante avesse poche ore di riposo nelle gambe, con i cambi effettuati ha mostrato di avere sufficiente benzina per mettere in crisi un Napoli confuso, mai propositivo, quasi impaurito, arrivando quasi sempre primo sulla palla, in una gara dove trovo difficoltà a “salvare” qualcuno.

La manovra degli azzurri è apparsa lenta, prevedibile, senza lampi. Gli uomini di centrocampo, fino a poche settimane fa motore e cervello della squadra, si sono limitati al compitino, incapaci di dare ritmo o verticalità. Lobotka che in più di una circostanza mi ha irritato, facendo delle accelerazioni per servire il portiere e non un attaccante, Milinkovic-Savic, un gigante di 2 metri e due che non esce dalla sua porta e si fa infilare nell’occasione della seconda rete con un colpo di testa di Lukumì, che nell’occasione trova il primo gol in serie A. Su questo è una specialità della casa.
In avanti, Hojlund sempre sovrastato da Lucumi, anche in campo aperto, che tra l’altro andava espulso da un arbitro, Chiffi, anch’egli indecoroso nell’arbitraggio. E chiarisco subito, nessuna scusante per il Napoli sull’arbitraggio, avremmo perso sempre e comunque contro il Bologna visto ieri, ma la mediocrità degli arbitri attuali è davvero imbarazzante.

E continuando nella disamina, Politano che oramai  è stra-spompato e non si sa perché non debba riposare in panchina, non gli riesce un solo tiro-cross, e potrei continuare su questo trend con tutti gli elementi della rosa, McTominay, il clone mal riuscito dell’anno scorso, il capitano Di Lorenzo, tra i peggiori in campo, Lang che se non gioca dal primo minuto nemmeno con le assenze di Spinazzola e De Bruyne, mi sa che non giocherà mai, e sicuramente è uno degli elementi del malumore dello spogliatoio del Napoli, insieme a Lucca, un capitale di 40 milioni, che fa rimpianger Raspadori e Simeone.

Parliamoci chiaro, il problema attuale del Napoli, è sicuramente tecnico, ma anche di spogliatoio. Il Napoli sembra aver perso la serenità e l’autostima che lo avevano reso irresistibile.
Eppure, i valori tecnici ci sono ancora. I campioni non si trasformano in giocatori mediocri improvvisamente, ma serve un segnale forte, un cambio di passo che vada oltre le parole e gli alibi.

Servono leadership, coraggio e una scossa nello spogliatoio.

La stagione non è compromessa, ma il tempo delle giustificazioni è finito. Il Napoli deve ritrovarsi, e in fretta — perché ogni sconfitta come quella di Bologna non è solo un incidente di percorso: è un campanello d’allarme che suona sempre più forte.

La sconfitta ci può stare, è nella norma, ma non si può accettare l’atteggiamento visto in campo.

Conte batti un colpo, sei tu il Comandante e sei solo tu che devi togliere le castagne dal fuoco.

C’è un tricolore da difendere.”

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