IL PUNTO, l’editoriale dopo Udinese-Napoli
IL PUNTO, l’editoriale del Direttore di webTV 1, Paolo De Liguoro, dopo la sconfitta del Napoli ad Udine per una rete a zero.
“Zero tiri in porta per l’intera gara, fatta eccezione la conclusione al 93’ di Lucca che in spaccata ha trovato l’esterno del palo ed una clamorosa conclusione all’88° sprecata da Hojlund, che ha mandato il pallone sopra la traversa, a due metri dalla porta, divorandosi letteralmente un gol che probabilmente avrei segnata pure io.
La battuta d’arresto pesa come un macigno, perché arriva contro un avversario ostico ma alla portata e perché costa la vetta della classifica, ora passata nelle mani dell’Inter.
Con ieri il Napoli incassa la quarta sconfitta fuori casa, il 50% su otto trasferte, che sommate alle tre di Champions, sempre in trasferta, evidenziano qualora ce ne fosse bisogno, che la squadra di Conte soffre maledettamente di un mal di trasferta.
E ancora una volta non è stato sufficiente il finale di cuore della squadra di Conte per evitare l’ennesima battuta d’arresto; a difesa degli uomini di Conte va detto che è scesa in campo un squadra con gli stessi undici titolare per la terza gara consecutiva.
Però va subito detto, senza se e senza ma, che il Napoli ha meritato la sconfitta, dimostrando una mancanza di ferocia, di quella fame da capolista che trasforma le mezze occasioni in gol e le partite bloccate, in vittorie sporche ma fondamentali.
Il ko del Bluenergy Stadium ha a mio avviso anche un valore simbolico: il Napoli ha perso lo scettro proprio mentre il Milan ha pareggiato in casa contro il Sassuolo, mentre l’Inter ha ancora una volta dimostrato di essere la formazione più attrezzata, mostrando continuità e cinismo, che sono qualità imprescindibili in una corsa scudetto che non ammette pause.
Sicuramente, io ritengo che non sia un sorpasso definitivo, il Campionato è ancora lungo, ma è un segnale chiaro. In questo campionato nessuno regala nulla e ogni passo falso viene immediatamente punito.
Questa squadra, oramai è acclarato, corre a doppia velocità. Quattro sconfitte in Campionato sono troppe, anche se analizzando il tabellino, anche i nerazzurri dell’Inter, attuali primi in Classificano con 33 punti vantano 4 sconfitte in Campionato e 11 vittorie, solo con zero pareggi, mentre il Napoli di vittorie ne ha totalizzate 10 con un solo pareggio.
Pertanto, analizzando la Classifica e l’asettica legge dei numeri, non ci sarebbe da sconfortarsi più di tanto, dopotutto siamo appena alla 15^ giornata di Campionato e siamo a due punti dalla vetta, ma ciò che preoccupa è la sensazione che la sconfitta pesi più del risultato, perché arriva al termine di una partita povera di idee, di ritmo e, soprattutto, di quella fame che dovrebbe accompagnare una squadra con ambizioni di difendere lo scudetto.
Io ritengo che la vera sfida da vincere per il Napoli sia mentale, più che effettivamente fisica.
E’ vero gli infortuni sono tanti, la rosa è corta, ma personalmente ho la sensazione, che stanchezza e rosa corta a parte, il Napoli e Conte in particolare, sia povero di idee e gli avversari stiano prendendo le giuste contromisure per contrastare il Napoli.
Neres, l’unico calciatore che realmente punta l’uomo, sembra sempre più ingabbiato dai difensori avversari, mentre Lang dal lato opposto, pur apparendo volenteroso, non sembra mai incidere più di tanto. Troppo precipitose le sue giocate.
E poi, è innegabile che stiamo avendo una conferma, il portiere, Milinkovic-Savic, ci sta dimostrando che la prima scelta quest’anno sarebbe dovuta ricadere effettivamente su Meret, anche se ieri una parata importante l’ha fatta respingendo il pallone sulla traversa su conclusione di Piotrowski.
Ma il portiere per il resto non mi ha convinto; nell’occasione della prima rete annullata all’Udinese, la sua respinta era stata un ottimo tap-in per Davis.
Difatti, per la cronaca l’Udinese ha segnato in totale tre reti, due annullate correttamente dal Var, nel primo caso per fuorigioco dell’attaccante inglese che aveva raccolto la respinta di Milinkovic-Savic dopo la conclusione di Bertola; nel secondo caso per fallo su Lobotka, nell’azione che aveva portato alla conclusione vincente di Zaniolo.
Solo al 73° il tanto agognato e meritato vantaggio dell’Udinese lo ha realizzato Ekkelenkamp, autore di uno splendido destro a giro che si è infilato sotto l’incrocio alla sinistra di Milinkovic-Savic, effettivamente incolpevole in questa circostanza.
Fatto sta, che grazie a questo eurogol i bianconeri di Udine si sono portati a casa i tre punti e al Napoli e ai napoletani un amaro in bocca, con la netta percezione che i bianconeri di Udine ieri correvano il doppio, così come accaduto in Champions contro il Benfica.
Pertanto, quest’oggi è davvero difficile commentare Udinese Napoli, dopotutto il primo tempo, pur senza offrire particolari emozioni, si era chiuso in parità, con la squadra azzurra che in più circostanze aveva mostrato intraprendenza, ed era apparsa meglio messa in campo rispetto all’Udinese.
Ma nella ripresa lo scenario è cambiato, a nulla sono valsi gli ingressi di Politano e Lobotka, al posto di Beukema e Lang.
Politano oramai fa un tipo di giocata sempre prevedibile e le sue conclusioni sono sempre sistematicamente fuori dallo specchio della porta.
Dopotutto ieri la difesa faceva acqua da tutte le parti, ma a sua discolpa va sottolineato che in assenza di un filtro degno di tale nome a centrocampo, con un reparto difensivo senza copertura, è normale che i difensori vengano inevitabilmente messi alle corde dagli attaccanti avversari.
Dopotutto non si ha il coraggio di lanciare nella mischia Vergara perché è troppo giovane o riabilitare Marianucci, perché bollato dopo la sconfitta di Milano come un giocatore non da Napoli, al pari di Mazzocchi, è normale che la rosa corta diventi ancora più corta.
Udine ha lanciato un campanello d’allarme che non va ignorato. Le grandi squadre devono saper vincere anche quando giocano male e se proprio la vittoria diventa impossibile, devono portare a casa almeno il punto del pareggio. Invece ad Udine, tranne che nei minuti finali, quando l’Udinese ha tolto il piede dall’acceleratore, si è vista una squadra che ha accettato il verdetto senza mai imporre davvero la propria personalità.
Il Napoli deve dimostrare di saper reagire, di non subire il contraccolpo psicologico di una vetta smarrita e lo deve dimostrare già in settimana con la SuperCoppa. Serve un Napoli più concreto, più affamato, più cattivo sotto porta. Perché se è vero che il primo posto si può perdere in una domenica, è altrettanto vero che per riprenderselo servono personalità, continuità e la capacità di vincere anche quando il gioco non brilla.
Pochi giorni e vedremo cosa combineranno gli uomini di Conte contro il Milan a Riad, dove alle 20:00 di giovedì incontreranno la squadra di Allegri, per sognare di fare la finale lunedi 22 contro la vincente di Bologna-Inter, per una formula a quattro squadre della SuperCoppa italiana che personalmente non mi convince proprio, dovendosi disputare tra le prime due classificate di Serie A e le due finaliste di Coppa Italia.
Comunque ne parleremo nel prossimo editoriale. Per il momento lecchiamoci l ferite ed auguriamoci che il primo dei quattro obiettivi di quest’anno venga raggiunto e che dopo Lobotka e Gutierrez, si riaccodino definitivamente al gruppo Lukaku e Meret, ne abbiamo davvero bisogno.”



