IL PUNTO, l’editoriale dopo Napoli-Cremonese
L’odierno editoriale IL PUNTO di Paolo De Liguoro, si sofferma su quello che sta emergendo dall’inchiesta di Milano con l’indagine sul designatore arbitrale Gianluca Rocchi, indagato per frode sportiva e che si è autosospeso dopo l’indagine della Procura di Milano, così come è indagato e si è autosospeso anche il supervisore VAR, Andrea Gervasoni.
“Da poco terminata Milan-Juventus, con un salomonico pareggio che consente al Napoli di accomodarsi da sola in seconda posizione, a 10 lunghezze dall’Inter, che si è fatto rimontare dal Torino.
Dovrei parlarvi di Calcio, ma non posso fare a meno di considerare che nelle ultime trasmissioni ho spesso parlato di arbitri scarsi, non all’altezza della situazione, ma non ho mai messo in discussione la buona fede della classe arbitrale.
Purtroppo, da quello che sta emergendo dall’inchiesta di Milano, con l’indagine sul designatore arbitrale Gianluca Rocchi, indagato per frode sportiva e che si è autosospeso dopo l’indagine della Procura di Milano, così come è indagato e si è autosospeso anche il supervisore VAR, Andrea Gervasoni, sono molto preoccupato perché questo sport, chiamato Calcio, si fonda su un sostantivo, che costituisce il capitale più prezioso del calcio: la fiducia.
La fiducia è il capitale più prezioso del calcio, senza di essa ogni gol diventa discutibile, ogni decisione arbitrale diventa sospetta, ogni vittoria diviene potenzialmente contaminata.
E il danno, in questi casi, va ben oltre le eventuali responsabilità penali o sportive: è un danno culturale, che allontana il pubblico e svilisce il valore stesso dello sport.
Serve chiarezza, e serve subito. Le istituzioni calcistiche hanno il dovere di collaborare con la magistratura, ma anche di avviare un processo interno di revisione e trasparenza. Forse non essere andati ai mondiali è un bene, è l’occasione per fare un totale rinnovamento.
Fatto sta, non bastano comunicati rassicuranti: servono fatti, controlli, regole più stringenti e, se necessario, una rifondazione del sistema anche nelle designazioni arbitrali.
Perché il calcio può sopravvivere agli errori, anche clamorosi. Ma difficilmente sopravvive al sospetto. E oggi, quel sospetto, è tornato a bussare con forza alle porte della Serie A.
Dopotutto, il calcio italiano, già segnato in passato da pagine buie, si ritrova ancora una volta a fare i conti con il fantasma delle manipolazioni.
Non si tratta, almeno per ora, di sentenze definitive, ma di elementi investigativi che suggeriscono un quadro inquietante: assegnazioni arbitrali sospette, ricorrenze statistiche difficili da spiegare con la sola casualità, e decisioni in campo che, rilette alla luce di queste ipotesi, assumono contorni ben più ambigui.
Certo, tutto molto inquietante, soprattutto per quelli come me e come tanti all’ascolto, che vanno allo stadio, seguono le partite, investono soldi e credono nella buona fede del sistema Calcio.
Comunque, fatta questa doverosa premessa, tornando al Calcio giocato, il Napoli nell’anticipo di venerdì ha battuto meritatamente la Cremonese e grazie ai risultati di stasera si è riappropriata in solitaria del secondo posto.
Dopo appena 2′ l’ha sbloccata McTomonay, davvero devastante, che avrebbe potuto segnare almeno altre due reti, senza contare il tiro dal dischetto, calciato malissimo, anche se a tal proposito non mi è piaciuto il siparietto venutosi a creare con Giovane, che tutto sommato, eravamo sul 4 a 0 si era lui procurato il rigore e avrebbe di batterlo. Ma lo scozzese è stato irremovibile e ha voluto calciarlo, ma la sua conclusione, oserei definirla svogliata, è stata parata da Audero.
Finalmente il Napoli ha schierato dal primo minuto Alisson Santos, un vero diavolo sulla sinistra, autore del quarto gol e capace con i suoi dribbling di creare superiorità numerica sulla fascia di sinistra. E diciamolo forte e chiaro, tenerlo in panchina per favorire i fabfour è pura follia.
Uno spunto di riflessione poi su Kevin De Bruyne, un giocatore che seppure al tramonto della sua carriera, non merita per la classe che ha, di giocare in un campionato come quello italiano
Sempre per la cronaca, finalmente abbiamo visto il Napoli calciare dal limite, ma va anche detto che la squadra della Cremonese, vista venerdì sera al Maradona, è sembrata una delle squadre meno attrezzate scese in campo al Maradona.
Una sola critica stasera mi sento di farla ad Antonio Conte: un allenatore superpagato e vincente come lui, come fa a non comprendere che Alisson non può restare in panchina, Gutierrez è un terzino sinistro e non può giocare a destra, tre mancini in difesa sono improponibili, Anguissa non è ancora in forma e merita giustamente la panchina, Gilmour merita più spazio, e potrei andare avanti per tante altre decisioni discutibili del mister leccese.
Comunque stasera, il calcio giocato fa un passo indietro, ci sono dei momenti, soprattutto per quelli come me che credono ancora nella lealtà sportiva, che quando i dubbi smettono di essere dei semplici sospetti, ma rischiano di diventare certezze, fanno sì che si creano delle crepe, che diventa difficile per quelli come me, di fare delle analisi di un incontro di calcio.
Almeno stasera, io ve la evito.”



