L'EDITORIALESPORT

Il Punto dopo Verona-Napoli

L’editoriale IL PUNTO di Paolo De Liguoro dopo la vittoria del Napoli a Verona.

“Grazie ad una zampata all’ultimo secondo di Romelu Lukaku, il Napoli espugna il Bentegodi e mantiene viva la corsa alla Champions.

Ma chiariamoci subito, quella di ieri è stata una brutta prestazione degli azzurri. Una gara noiosa, dove personalmente (non so voi), ma io ho sbadigliato troppe volte; eppure la gara si era sbloccata dopo appena 2’ grazie ad un colpo di testa di Hojlund che ha beffato il portiere scaligero, Montipò, con una traiettoria beffarda all’incrocio dei pali.

Ma dopo la rete del vantaggio il nulla. Poche emozioni, l’eterno palleggio, il solito giro palla della serie “e mò a chi a passo”, un possesso palla lento e scontato, sempre senza sbocchi vincenti; Meret sempre coinvolto con una miriade di retropassaggi e con lanci lunghi in direzione dell’attaccante norvegese, sempre spalla alla porta a difesa della palla, nella speranza che qualcosa di buono capiti.

Juan Jesus che oramai fa la collezione di cartellini gialli; Lobotka oramai palesemente stanco, Politano che oramai ha perso lucentezza e Conte che conferma dalla panchina che il Napoli di quest’anno non riesce a chiudere le partite.

Il pareggio nella ripresa viziato da un’ennesima cavolata arbitrale. Buongiorno che subisce un fallo dal limite dell’aria da Frese, che lo spinge vistosamente, ma tanto per cambiare anche in questa gara, come la sorsa contro l’Atalanta, un arbitro scarso a dirigere l’incontro, Andrea Colombo della sezione di Como per la cronaca, che già aveva arbitrato in modo pessimo appena due settimane fa nell’incontro casalingo contro la Roma e se permettete già questa assegnazione arbitrale mi è sembrata strana, anziché assegnare il fallo al difensore azzurro concede il calcio d’angolo agli scaligeri che sullo sviluppo del corner raggiungono il pareggio con una staffilata dal limite di Akpa Akpro, deviata fortuitamente da Rasmus Hojlund nella propria porta.

E come se non bastasse all’92’ si mette anche Meret che esce per raccogliere le farfalle e per poco non viene beffato, mentre in precedenza all’80’ era stato Elmas a farmi sobbalzare dalla sedia nell’unica vera emozione della ripresa, calciando un rigore in movimento tra le braccia di Montipò.

Insomma una gara povera di emozioni, che non posso definire una noia mortale per rispetto ai tre punti ottenuti, eppure avevamo di fronte una squadra con un piede in serie B, reduce nelle ultime cinque gare da tre sconfitte e due pareggi.

Fortunatamente per gli azzurri, ma molto meno per le nostre coronarie azzurre, all’ultimo assalto, mentre l’arbitro scarso aveva già il fischietto in bocca, una palla in area, mentre il respiro era sospeso, le gambe tremanti e il cuore batteva più forte del pallone, il centravanti assente da agosto, Romelo Lukaku, con una zampata vincente ha messo il pallone nel sacco e consentito che quella rete vada a finire non solo nei tabellini, ma nelle pagine della storia azzurra delle partite vinte quando oramai nessuno più ci credeva.

Quella rete è stata una liberazione per il belga, per gli azzurri e per l’intero popolo partenopeo, esploso letteralmente davanti ai teleschermi e poi, consentitemi, un dispetto memorabile, superlativo, per una delle tifoserie più becere, razziste ed antimeridionali d’Italia.

Mi sento di dire ai tanti veronesi, finalmente Giulietta ha trovato il suo Romelu.

Ed in queste ore, sui Social che sono solito frequentare, per conoscere sempre più vizi e virtù degli italiani,  sta emergendo sempre più un antimeridionalismo, a mio avviso immotivato, soprattutto dopo il momento vincente dei napoletani, grazie anche alla vittoria al Festival di Sanremo di Sal Da Vinci e l’assegnazione al prossimo anno della presentazione e direzione artistica del prossimo Festival di Sanremo ad un giovanotto di Torre Annunziata, tale Stefano De Martino.

Insomma, per una notte Napoli è sul tetto d’Italia e i tre punti portati a casa sono oro colato.

Ancora una volta abbiamo avuto la consapevolezza che finché il sipario non si cala, c’è sempre da sperare e il il gigante belga entrato negli ultimi 20’ ce lo ha dimostrato e se l’infermeria si comincerà finalmente a svuotare, ci aspetta una interessante primavera.

Per ieri, rimane comunque la mia opinione: che brutta partita.”

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