Il PUNTO dopo Parma-Napoli
L’editoriale del Direttore De Liguoro dopo il pareggio del Napoli a Parma e la vittoria dell’Inter in casa del Como, che di fatto sancisce un distacco tra la prima e la seconda di ben 9 punti.
“Campionato virtualmente chiuso, con i nerazzurri a +9 , che allo Stadio Giuseppe Sinigaglia di Como, battono per 4 reti a 3 la squadra di Fabregas, dopo che erano andati in svantaggio per 2 reti a 0.
Invece, sulla sponda partenopea, il Napoli si impantana al Tardini di Parma, non riuscendo nell’impresa di cogliere il sesto successo consecutivo in Campionato e frena la rincorsa scudetto.
Il Parma si conferma bestia nera del Napoli che, tra andata e ritorno costringe gli uomini di Conte a due pareggi.
Ebbene, riguardando il film della gara, sono bastati appena 35 secondi dal fischio d’inizio e il Parma è andato in vantaggio grazie a Strafezza.
Un rinvio del portiere Suzuki indirizzato verso Elphege che, sovrastando di testa Juan Jesus e Buongiorno, lanciatisi in contemporanea sul pallone, consente a Strefezza di portarsi a tu per tu con Milinkovic-Savic, che con un colpo di bigliardo viene trafitto, con il pallone che colpisce prima la base del secondo palo e poi si insacca.
Una partita quindi subito in salita, con un primo tempo regalato agli emiliani, con gli azzurri che pur tenendo tra i piedi il pallino del gioco, praticamente non calciano mai in porta, effettuando un giro palla lento, sterile e prevedibile, con gli emiliani piazzati a difesa della propria area di rigore, che agiscono prevalentemente di rimessa, ogni qualvolta se ne creano le opportunità.
Insomma, nessuna occasione da goal da segnalare nella prima frazione di gioco, anzi da segnalare sulla trequarti la bella uscita da libero, del portiere azzurro che ha fermato una ripartenza degli emiliani.
Bravo il portierone azzurro a leggere a 40 metri dalla porta le intenzioni dei Ducali.
Ebbene, è nella ripresa che il Napoli prova a darsi una scossa con il valzer delle sostituzioni e l’inerzia della gara si sblocca soprattutto grazie ad Alisson-Santos che entra al posto di Anguissa.
Il brasiliano è l’unico che ha provato a calciare dal limite e con i suoi guizzi ha vivacizzato la manovra azzurra, e con diverse incursioni ha chiamano ad un duro lavoro l’estremo difensore emiliano, Suzuki.
Difatti la palla della vittoria è capitata sui piedi del brasiliano al 91’, ma il suo sinistro violento è stato deviato in angolo da Suzuki, tra i migliori in campo del Parma.
La mia domanda e che credo si facciano in tanti, era evidente che per cambiare l’inerzia della gara servisse un calciatore in grado di saltare l’uomo e creare una benedetta superiorità numerica, perché si è dovuto aspettare 56’ per vedere Alisson-Santos ?
E difatti, dopo 5’ dal suo ingresso, al 61’ il pareggio è arrivato grazie ad un piazzato di destro di McTominay che raccolta una sponda di Hojlund, ben servito da una perfetta imbucata di Lobotka.
Invece, mi è apparso inutile il cambio Hojlund-Giovane, con il danese che pur non incidendo mai sotto la porta, ha effettuato la solita prestazione di sacrificio e difesa della palla, oltre all’assist vincente, mentre Giovane praticamente non è entrato mai in partita.
Per la cronaca, opaca anche la prestazione di Politano che ha provato diversi dribbling, sempre senza successo e ha sprecato anche una bella occasione ad inizio secondo tempo, mandando il pallone sopra la traversa. Ma a sua discolpa, da sottolineare il lavoro dispendioso lungo tutta la fascia e comunque poco supportato da Juan-Jesus, sicuramente oggi il peggiore in campo.
Sufficienti le prestazioni di De Bruyne, Spinazzola e Anguissa, mentre il migliore in campo, insieme ad Alisson-Santos, il solito Scott McTominay, autore quest’oggi anche della solita specialità della casa, la rovesciata, senza troppa fortuna.
Sempre per il diritto di cronaca, un fallo di mano dubbio di Buongiorno, non ritenuto falloso dall’arbitro Di Bello e dal Var, ma che di fatto ha sollevato tante polemiche in casa giallo-azzurra.
Insomma una gara nata male e finita peggio e con la vittoria dell’Inter, credo che oramai si possa dare l’addio ad un sogno, che comunque era difficilmente realizzabile.”



