Il Napoli alza al cielo la SuperCoppa italiana

Il cielo di Riyad si colora di azzurro per festeggiare la vittoria del Napoli della SuperCoppa italiana.
Battuto il Bologna con un netto 2 a 0, che poteva essere un risultato ancora più rotondo, se il portiere emiliano non si fosse superato in più di una occasione.
Il Napoli alza la Supercoppa contro il Bologna e lo fa con l’autorità delle squadre che hanno ritrovato se stesse: accoppiata Scudetto-Supercoppa come già accaduto nel 1990, undici milioni di euro in cassa (e scusate se sono pochi), dominio assoluto in campo contro il Bologna e già constatato nella semifinale contro il Milan, con una rosa in campo ancora dimezzata, ma ancora una volta plasmata ed oserei dire “inventata” dall’allenatore salentino.
Quella di stasera non è solo una vittoria, non è soltanto un altro trofeo da aggiungere in bacheca, è un segnale forte, quasi una dichiarazione d’intenti. Il Napoli c’è, è vivo, e soprattutto ha memoria di ciò che è stato e di ciò che vuole tornare a essere.
Contro un Bologna organizzato, moderno, coraggioso – degno avversario e simbolo di un calcio che cresce – il Napoli ha mostrato maturità. Non la furia disordinata dei giorni migliori, ma una solidità nuova, fatta di gestione, di letture corrette, di momenti scelti con lucidità. È la vittoria di una squadra che sa soffrire senza smarrirsi e colpire senza frenesia.
Eroe della serata un Neres indiavolato, attento come mai anche nei ripieghi difensivi, che ha centrato due volte la porta, prima con una conclusione a giro dal limite insaccatasi nell’incrocio dei pali, alla destra del portiere Ravaglia che nulla ha potuto al mirabolante gesto balistico e poi con uno scavino, a tu per tu con il portiere bolognese, reo di aver passato ina area la palla a Lucumi troppo debolmente e aver favorito l’anticipo del brasiliano, che con un colpo di samba ha mandato in visibilio in napoletani nel mondo. Nello stadio invece, gioia contenuta dei figuranti spettatori e dei pochi veri tifosi, con spalti semivuoti tappezzati da teloni con i loghi delle squadre, a memoria di Covid, per mascherare il flop della manifestazione sportiva in terra araba, ma questo è un altro capitolo.
Fatto stà, la Supercoppa, spesso considerata un trofeo “minore”, per il Napoli diventa invece un passaggio chiave. Arriva dopo mesi complessi, di ricostruzione tecnica e mentale, e assume il valore di una certificazione: il lavoro sta producendo risultati. Vincere contro un Bologna che negli ultimi anni ha imparato a guardare tutti negli occhi significa ribadire una gerarchia, ma senza arroganza, con il linguaggio del campo.
La Supercoppa vinta contro il Bologna non chiude un capitolo: ne apre uno. È un punto fermo, un mattone su cui costruire ambizioni più grandi. Perché i trofei contano, sì, ma ancora di più conta l’idea di futuro che una vittoria riesce a evocare. E questa, per il Napoli, profuma di continuità, orgoglio e rinnovata fame.
E da stasera, ritufficamoci nel Campionato, ci attende la Cremonese e la rincorsa alla prima posizione.



